Molte persone ignorano che la salute della bocca può influenzare in modo diretto il rischio cardiovascolare.
Negli ultimi due decenni, numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato che esiste una correlazione significativa tra parodontite e patologie cardiovascolari, come:
Non si tratta di semplici associazioni statistiche: le cause sono biologicamente plausibili e clinicamente rilevanti. La parodontite è un’infiammazione cronica che coinvolge l’intero organismo, e il sistema cardiovascolare è una delle prime vittime silenziose.
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica causata da un accumulo di placca batterica e tartaro sotto-gengivale, con successiva distruzione dei tessuti di supporto del dente.
I batteri coinvolti (come Porphyromonas gingivalis, Aggregatibacter actinomycetemcomitans) non restano confinati nel cavo orale: entrano nel circolo sanguigno attraverso il sanguinamento gengivale cronico.
Questo determina due effetti fondamentali:
Le specie batteriche orali sono state isolate in placche aterosclerotiche coronariche e carotidee. In altre parole, i patogeni orali possono colonizzare direttamente le pareti vascolari e contribuire all’instabilità della placca aterosclerotica.
La risposta infiammatoria generata localmente nella gengiva si diffonde nel circolo sistemico. Aumentano i livelli plasmatici di:
Questi mediatori promuovono la disfunzione endoteliale, facilitano l’adesione di monociti alle pareti arteriose e accelerano i processi di aterogenesi.
L’aterosclerosi è una malattia cronica della parete arteriosa caratterizzata da accumulo di lipidi, infiammazione e proliferazione cellulare.
Negli ultimi anni, il paradigma lipidico è stato integrato dal paradigma infiammatorio: non è solo il colesterolo a fare danni, ma la persistente attivazione immunitaria che alimenta la placca aterosclerotica.
La parodontite, in quanto sorgente cronica di infiammazione sistemica, agisce da “acceleratore nascosto” della progressione aterosclerotica.
Le principali meta-analisi e revisioni sistematiche hanno confermato il legame tra parodontite e aumento del rischio cardiovascolare.
Un recente documento di consenso congiunto della European Federation of Periodontology (EFP) e della World Heart Federation (WHF) ha affermato con chiarezza: la parodontite è un fattore di rischio indipendente per le malattie cardiovascolari.
Il dentista, soprattutto se specialista in parodontologia, può contribuire in modo concreto alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Non si tratta di curare semplicemente i denti, ma di spegnere un focolaio di infiammazione cronica che può alterare l’intero metabolismo sistemico.
Attraverso una diagnosi precoce, un trattamento parodontale mirato e una corretta educazione del paziente, è possibile:
Ci sono categorie di pazienti che dovrebbero essere sottoposti a valutazione parodontale con particolare attenzione:
In questi casi, una parodontite non diagnosticata rappresenta un elemento aggravante trascurato.
Nel nostro studio, il Check-Up Prevenzione include una valutazione dei fattori di rischio sistemici, con focus specifico sul rischio cardiovascolare silente.
Il cuore e la bocca parlano la stessa lingua: quella dell’infiammazione cronica.
Ignorare questo legame significa perdere un’occasione fondamentale di prevenzione.
Agire oggi sulla salute gengivale può significare prevenire un infarto domani.
