Medicina

Parodontite e cuore: il legame invisibile che può salvarti la vita

Molte persone ignorano che la salute della bocca può influenzare in modo diretto il rischio cardiovascolare.
Negli ultimi due decenni, numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato che esiste una correlazione significativa tra parodontite e patologie cardiovascolari, come:

  • Infarto miocardico
  • Ictus ischemico
  • Aterosclerosi precoce
  • Ipertensione
  • Endocardite infettiva

Non si tratta di semplici associazioni statistiche: le cause sono biologicamente plausibili e clinicamente rilevanti. La parodontite è un’infiammazione cronica che coinvolge l’intero organismo, e il sistema cardiovascolare è una delle prime vittime silenziose.

Dalla gengiva al sistema circolatorio: come viaggia l’infiammazione

La parodontite è una malattia infiammatoria cronica causata da un accumulo di placca batterica e tartaro sotto-gengivale, con successiva distruzione dei tessuti di supporto del dente.

I batteri coinvolti (come Porphyromonas gingivalis, Aggregatibacter actinomycetemcomitans) non restano confinati nel cavo orale: entrano nel circolo sanguigno attraverso il sanguinamento gengivale cronico.

Questo determina due effetti fondamentali:

1. Disseminazione sistemica di batteri e tossine

Le specie batteriche orali sono state isolate in placche aterosclerotiche coronariche e carotidee. In altre parole, i patogeni orali possono colonizzare direttamente le pareti vascolari e contribuire all’instabilità della placca aterosclerotica.

2. Attivazione immunitaria sistemica

La risposta infiammatoria generata localmente nella gengiva si diffonde nel circolo sistemico. Aumentano i livelli plasmatici di:

  • Proteina C Reattiva (PCR)
  • Interleuchina-6 (IL-6)
  • Fibrinogeno
  • TNF-α

Questi mediatori promuovono la disfunzione endoteliale, facilitano l’adesione di monociti alle pareti arteriose e accelerano i processi di aterogenesi.

Aterosclerosi e parodontite: due facce della stessa medaglia infiammatoria

L’aterosclerosi è una malattia cronica della parete arteriosa caratterizzata da accumulo di lipidi, infiammazione e proliferazione cellulare.

Negli ultimi anni, il paradigma lipidico è stato integrato dal paradigma infiammatorio: non è solo il colesterolo a fare danni, ma la persistente attivazione immunitaria che alimenta la placca aterosclerotica.

La parodontite, in quanto sorgente cronica di infiammazione sistemica, agisce da “acceleratore nascosto” della progressione aterosclerotica.

Cosa dicono le evidenze scientifiche

Le principali meta-analisi e revisioni sistematiche hanno confermato il legame tra parodontite e aumento del rischio cardiovascolare.

  • I pazienti con parodontite severa hanno un rischio aumentato del 20–30% di sviluppare una malattia cardiovascolare rispetto ai soggetti sani
  • È stata riscontrata una relazione dose-dipendente: maggiore è la gravità della parodontite, maggiore è il rischio
  • Alcuni studi hanno dimostrato che il trattamento parodontale può ridurre i livelli di PCR e migliorare la funzione endoteliale

Un recente documento di consenso congiunto della European Federation of Periodontology (EFP) e della World Heart Federation (WHF) ha affermato con chiarezza: la parodontite è un fattore di rischio indipendente per le malattie cardiovascolari.

Il ruolo del dentista nella prevenzione cardiovascolare

Il dentista, soprattutto se specialista in parodontologia, può contribuire in modo concreto alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Non si tratta di curare semplicemente i denti, ma di spegnere un focolaio di infiammazione cronica che può alterare l’intero metabolismo sistemico.

Attraverso una diagnosi precoce, un trattamento parodontale mirato e una corretta educazione del paziente, è possibile:

  • Ridurre la carica infiammatoria sistemica
  • Intercettare precocemente soggetti a rischio cardiovascolare
  • Collaborare con cardiologi e medici di base in un’ottica di medicina integrata
  • Migliorare la qualità e l’aspettativa di vita del paziente

Pazienti a rischio: quando è fondamentale il Check-Up

Ci sono categorie di pazienti che dovrebbero essere sottoposti a valutazione parodontale con particolare attenzione:

  • Soggetti ipertesi o con familiarità per ipertensione
  • Pazienti con dislipidemia o sindrome metabolica
  • Ex fumatori o fumatori attivi
  • Pazienti con storia familiare di eventi cardiovascolari precoci
  • Soggetti in trattamento con statine o antiaggreganti

In questi casi, una parodontite non diagnosticata rappresenta un elemento aggravante trascurato.
Nel nostro studio, il Check-Up Prevenzione include una valutazione dei fattori di rischio sistemici, con focus specifico sul rischio cardiovascolare silente.

Conclusione

Il cuore e la bocca parlano la stessa lingua: quella dell’infiammazione cronica.
Ignorare questo legame significa perdere un’occasione fondamentale di prevenzione.
Agire oggi sulla salute gengivale può significare prevenire un infarto domani.

Bibliografia scientifica

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  3. Lockhart PB, Bolger AF, Papapanou PN, et al. Periodontal disease and atherosclerotic vascular disease: does the evidence support an independent association? Circulation. 2012;125(20):2520–2544.
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