Molte persone con diabete di tipo 2 non sono consapevoli del legame tra la salute della bocca e il controllo glicemico.
Parodontite e diabete sono due malattie croniche infiammatorie che si influenzano reciprocamente, generando un circolo vizioso pericoloso per la salute generale.
Le evidenze scientifiche sono ormai solide: l’infiammazione parodontale può peggiorare il controllo glicemico, e il diabete, a sua volta, favorisce la progressione della parodontite. Comprendere e interrompere questa interazione patologica è oggi un obiettivo clinico fondamentale.
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di supporto del dente (gengiva, osso alveolare, legamento parodontale). Non si tratta di una semplice gengivite trascurata, ma di una condizione a forte impatto sistemico.
L’accumulo di batteri patogeni (come Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythia) attiva una risposta immunitaria che, se non controllata, genera una liberazione persistente di mediatori infiammatori come:
Queste molecole infiammatorie non restano localizzate nella bocca: entrano in circolo e contribuiscono alla resistenza insulinica, peggiorando l’equilibrio metabolico, soprattutto nei soggetti già predisposti o diabetici.
Il diabete mellito di tipo 2, soprattutto se non ben compensato, altera numerosi meccanismi che rendono più vulnerabile il parodonto:
In sintesi, il soggetto diabetico ha una risposta alterata ai batteri parodontopatogeni, con un’aumentata tendenza alla distruzione dei tessuti di supporto dentale.
Numerose meta-analisi e studi osservazionali confermano che il trattamento della parodontite, anche in assenza di chirurgia, produce una riduzione significativa dell’emoglobina glicata (HbA1c).
Riduzioni medie dello 0,4–0,6% di HbA1c sono clinicamente rilevanti e paragonabili all’introduzione di una seconda terapia farmacologica antidiabetica orale.
Questi dati hanno portato a linee guida condivise tra la European Federation of Periodontology (EFP) e l’American Diabetes Association (ADA), che riconoscono ufficialmente la relazione bidirezionale tra diabete e malattia parodontale.
Nel paziente con diabete, il controllo periodico della salute parodontale dovrebbe essere integrato nel percorso terapeutico. Il parodontologo non svolge un ruolo tecnico, ma un compito clinico e preventivo di primaria importanza.
La valutazione parodontale consente:
Un approccio integrato migliora gli esiti complessivi sulla salute e sulla qualità della vita del paziente.
Nonostante l’ampia mole di dati disponibili, la comunicazione tra figure sanitarie resta spesso frammentata.
Molti pazienti non vengono informati in modo adeguato del ruolo della salute orale nel controllo del diabete, e viceversa.
Il paziente diabetico dovrebbe ricevere una valutazione odontoiatrica specialistica sin dalla diagnosi.
Allo stesso tempo, un paziente con parodontite in stadio avanzato dovrebbe essere indagato per potenziali alterazioni glicemiche.
Nel nostro studio, il Check-Up Prevenzione comprende una valutazione completa del parodonto, con l’obiettivo di prevenire la progressione della malattia e proteggere la salute sistemica del paziente.
