L’infiammazione gengivale non si ferma alla bocca. Negli ultimi anni, sempre più evidenze scientifiche hanno chiarito il legame tra parodontite e malattia renale cronica (CKD – Chronic Kidney Disease). Due condizioni molto diffuse, spesso sottovalutate, che si influenzano reciprocamente, aggravandosi a vicenda.
Non è solo una correlazione statistica: esistono meccanismi fisiopatologici comuni – in particolare l’infiammazione sistemica e lo stress ossidativo – che rendono la parodontite non solo un potenziale cofattore, ma anche un possibile acceleratore del declino renale.
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che distrugge i tessuti di supporto del dente, causata da un’alterazione del microbiota orale. La malattia renale cronica è una condizione progressiva, spesso asintomatica nelle fasi iniziali, che comporta la graduale perdita della funzione renale.
Cosa hanno in comune? Un sistema immunitario iperattivo, una risposta infiammatoria alterata e una disbiosi sistemica che amplifica il danno d’organo.
Le evidenze indicano chiaramente che la parodontite può peggiorare la funzione renale attraverso l’aumento dei livelli di citochine proinfiammatorie come TNF-α, IL-6 e CRP. Questi marcatori infiammatori non solo sono presenti in entrambe le patologie, ma contribuiscono attivamente alla loro progressione parallela.
Inoltre, l’endotossiemia causata dalla penetrazione dei batteri orali nel torrente ematico può attivare i toll-like receptor (TLR) a livello renale, promuovendo fibrosi e danno glomerulare.
Numerosi studi osservazionali hanno dimostrato che i soggetti affetti da malattia renale cronica presentano una prevalenza significativamente maggiore di parodontite rispetto alla popolazione generale. Ma non solo: in questi pazienti, la malattia gengivale tende a essere più grave, più veloce, più difficile da controllare.
La CKD, infatti, altera la risposta immunitaria e aumenta la permeabilità vascolare, creando un ambiente favorevole alla progressione dell’infiammazione parodontale. A sua volta, la parodontite aumenta la carica infiammatoria sistemica, accelerando il deterioramento della funzione renale.
È una relazione bidirezionale: chi ha una parodontite severa ha un rischio maggiore di sviluppare o peggiorare una CKD; chi ha una CKD è più vulnerabile alla progressione della parodontite.
La CKD non è pericolosa solo per i reni. È un potente fattore di rischio cardiovascolare indipendente. In presenza di parodontite, il rischio cardiovascolare in questi pazienti aumenta ulteriormente, creando una triade patologica (bocca-rene-cuore) in cui l’infiammazione sistemica agisce come moltiplicatore del danno.
Uno studio del 2015 pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology ha evidenziato che la parodontite è associata a un rischio significativamente aumentato di mortalità per tutte le cause nei pazienti con malattia renale cronica.
Intervenire precocemente sulla salute orale può produrre benefici sistemici anche nei pazienti nefropatici. Alcuni studi clinici hanno evidenziato che la terapia parodontale intensiva può:
Uno studio randomizzato controllato pubblicato nel 2020 su Clinical Oral Investigations ha dimostrato che il trattamento parodontale nei pazienti con CKD in stadio 3-4 ha portato a un miglioramento significativo dei marcatori infiammatori e della funzione endoteliale.
Nel contesto della medicina preventiva, riconoscere una parodontite può rappresentare una spia precoce di rischio sistemico. Non è raro che il dentista, osservando un quadro di infiammazione gengivale cronica resistente al trattamento, possa sospettare una condizione sistemica sottostante, come diabete o patologia renale latente.
Il check-up odontoiatrico assume quindi un ruolo centrale nella diagnosi precoce e nella prevenzione secondaria. È essenziale che i pazienti con diagnosi di CKD siano sottoposti a valutazioni periodiche della salute orale, e che l’informazione venga integrata nel percorso multidisciplinare di cura.
La parodontite non è una semplice malattia della bocca. È una patologia sistemica cronica che può compromettere la funzione renale, aumentare la mortalità nei pazienti nefropatici e interferire con il controllo delle comorbidità.
Trascurare l’infiammazione orale significa ignorare una variabile critica nella gestione delle malattie croniche. Integrare l’odontoiatria nel modello di medicina funzionale non è una scelta ideologica, ma una necessità basata su dati concreti e su evidenze crescenti.
